Un anno alle urne, ma già si consumano le “pièce”

Se la fotografia del centrosinistra in vista delle prossime amministrative è nitida, altrettanto non può dirsi delle opposizioni. Il centrodestra infatti sembra non riuscire a trovare una quadra, mentre nella galassia civica spuntano liste come funghi

di Barbara Beghelli, giornalista


Grande è la confusione sotto il cielo delle elezioni comunali 2027, con una situazione che pare attualmente grave ma non seria, indubbiamente complicata. Liste che nascono come funghi, improbabili alleanze, candidati che cambiano idea (e a volte, chissà, pure schieramento). E considerando che manca un anno e passa al voto, ne vedremo delle “belle”.

Ma mentre nella galassia del centro-sinistra la fotografia è nitida e si marcia compatti verso la candidatura di Matteo Lepore, attuale sindaco in corsa per il secondo mandato, nel centro-destra si fa un po’ più fatica a orientarsi.

L’ultima novità è di 48 ore fa: il “manifesto” che però ancora non è ufficialmente una lista creata da Andrea De Pasquale, ex dem che negli ultimi tempi si è avvicinato ai civici di centro guidati dal consigliere regionale Marco Mastacchi, fondatore di Rete Civica che mira al candidato unico da presentare a fine estate, di cui la ciellina Elena Ugolini è capogruppo in Regione.

Si chiama “Prospettiva comune – un risveglio civico per il futuro della nostra città”. Pare connotata come un’esperienza di moderati di matrice cattolica, un po’ spostata a sinistra, quel bistrattato centro che tanti tirano per la giacchetta a seconda delle convenienze elettorali. Va detto che non si pone contro il Pd o Lepore: è aperta al dialogo. Dentro il gruppo c’è anche qualche nome conosciuto come il neuropsichiatra Emilio Franzoni, il professor Luca Prodi (figlio di Vittorio), l’ex consigliere comunale e avvocato Marco Calandrino, la ex presidente dell’associazione ‘Il mosaico’ Anna Alberigo e l’astronomo Flavio Fusi Pecci, oltre ad alcuni membri dei comitati cittadini già schierati contro la Giunta.

La lista è in via di formazione, dichiarano i fondatori, e intenzionata a correre contro il bis del sindaco Matteo Lepore, almeno per ora.

Nostalgici delle esperienze di centro, e questo è legittimo, l’unica cosa che salta agli occhi è che sono praticamente tutti ex elettori del Pd, e che se la loro idea è quella di far cambiare idea al partito sulla candidatura di Lepore, beh, temo che dovranno abbandonarla. In successione, la domanda che viene da farsi è: ma chi voterebbero costoro tra Lepore e Favia, attuale candidato sindaco civico in opposizione a Lepore?

La penultima news è quella di Valentina Castaldini, anche lei ciellina di lungo corso, amatissima dalla sua cerchia di elettori fidelizzati, che in merito alle candidature in campo contra-Lepore parla di «proposte alternative fragili» e di una campagna elettorale che deve «ricucire gli strappi e alzare il livello». Sembra quasi autocandidarsi, ma comunque: potrebbe essere questa una ipotesi reale? Che sia interessata a Bologna e non a Roma come tanti altri politici è lodevole, peraltro cosa ne pensano in merito i partiti? E Stefano Cavedagna è ancora in pista? Di sicuro c’è che quanto esplicitato dalla consigliera, ai giovani di Forza Italia suona quantomeno stonato. Dichiarano infatti: «Serve un candidato a sindaco civico per Bologna, non di partito».

Nel frattempo Carlo Calenda ha lanciato l’ipotesi Gualmini, che per ora pare più idea che realtà: l’europarlamentare di Azione infatti ringrazia della stima ricevuta dal suo leader e fa sapere che in questo momento è affaccendata in tutte altre faccende di stampo europeo.

Concludendo, manca un anno alle urne e già si consumano le pièce. Troppo poco per risolvere i problemi della città, ma va da sé, c’è abbastanza tempo per fingere di provarci, almeno per qualcuno: lo spettacolo continua.


Un pensiero riguardo “Un anno alle urne, ma già si consumano le “pièce”

  1. Spettacolo desolante perchè i capi e capetti dei partiti di opposizione sembrano nutrire scarso interesse mentre chi propone ipotesi alternative parte o da istanze limitate e da particolarismi poco suggestivi o da piccole lotte di potere interne alla sinistra. Manca il livello per schierare un’alternativa che proponga un modello diverso per solidarietà, sviluppo, mobilità. Incomprensibile poi come su sicurezza e casa, le grandi debolezze attuali, si osservi quasi una timidezza incredibilmente inadeguata alle dimensioni dei problemi.

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