In vista delle prossime elezioni amministrative, il centrosinistra dovrebbe mettere in campo una campagna di ascolto e confronto vera, non dissimile da quella che Dossetti, nel 1956, offrì alla città per conto della Dc. Ne nacquero una serie di proposte che influenzarono persino il Pci, migliorando notevolmente la qualità della vita dei cittadini
di Loris Marchesini, già dirigente politico
«Forse è la prima volta che una campagna elettorale non è soltanto un'occasione di propaganda, ma diventa ragione di un complesso di studi e di proposte costruttive per il rinnovamento integrale di una grande città»
(dal “Libro bianco” del 1956)
Settanta anni fa si svolsero le elezioni comunali a Bologna. Quelle del 1956 sono passate alla storia non solo bolognese, ma nazionale, soprattutto per la competizione fra il sindaco Dozza e Dossetti e per il metodo che quest’ultimo utilizzò, incaricando alcune delle migliori menti del cattolicesimo laico (Ardigò, Andreatta, solo per fare alcuni nomi) di preparare un “Libro bianco” sulla base di un’indagine sociologica e partecipata.
Fu, come qualcuno ha scritto, una “sconfitta feconda” per Dossetti e la Dc. Nel tempo, prima Dozza e poi Fanti ebbero l’intelligenza di accogliere alcune delle proposte del Libro bianco, in particolare quella del decentramento nei quartieri e del coinvolgimento dei cittadini nelle scelte per la città. Si trattò allora di introdurre il concetto di concordia discors, promuovendo un dialogo collaborativo tra la maggioranza comunista e l’opposizione dossettiana.
Oggi, 2026, le condizioni delle varie culture politiche in campo sia a livello nazionale sia bolognese sono molto cambiate. Non ci sono più il Pci e la Dc, il centrosinistra è più debole dal lato della mobilitazione politica mentre l’opposizione a Bologna non può più vantare, sfortunatamente, personalità politiche di qualità come quelle della Dc bolognese e della sua cultura di riferimento che aveva in Ardigò, Andreatta, Pedrazzi i suoi maggiori rappresentanti.
Cosa fare, allora?
Premessa: sono stato e sono un sostenitore del centrosinistra e della giunta comunale di Bologna. Nel 2021 ho contribuito alla campagna elettorale per Matteo Lepore sindaco. Per la mia età e la mia esperienza politica non mi è possibile un sostegno acritico, ovviamente vedo sia le realizzazioni positive che i valori che le sostengono, vedo anche i limiti e ciò che manca per cambiare ancora in meglio la vita dei cittadini bolognesi. Non dimentico però che Bologna è una delle città meglio governate del nostro Paese ed è certamente all’avanguardia in molti settori. Tutto ciò grazie prima di tutto a chi ha governato Bologna dalla Liberazione a oggi e grazie anche, infine, alla giunta guidata da Matteo Lepore.
Da queste premesse storiche e personali, traggo alcune proposte che espongo di seguito in modo molto sintetico, consapevole che occorrerebbe approfondirle e riempirle di contenuti:
- Da settembre in poi occorre una campagna di ascolto, non di maniera e di propaganda, ma mirata a ottenere il parere dei cittadini che vorranno partecipare e farsi ascoltare, senza fare l’errore di ascoltare solo chi è già convinto, chi fa parte dei circoli del Pd, chi rappresenta poteri riconosciuti nella città; dare spazio a chi pone problemi, è critico, ha dubbi persino sull’ andare a votare
- Chiedere a personalità competenti della città, non avverse ma non necessariamente per forza organiche al Pd e al centrosinistra, di analizzare ciò che è emerso dalla campagna di ascolto, di “censire” i problemi irrisolti e gli aspetti ancora non risolti per una migliore qualità della vita dei cittadini bolognesi e, infine, di fare proposte per il governo di Bologna dal 2027 al 2032. In pratica si tratterebbe di proporre alla città di Bologna, non in senso di propaganda elettorale, un nuovo “Libro bianco” che guidi con un nuovo metodo il governo locale del secondo mandato di Matteo Lepore
- La giunta Lepore, il Pd e la coalizione di governo bolognese presentino alla cittadinanza il rendiconto di questi 5 anni del primo mandato rispetto a realizzazioni, a questioni aperte, a problemi non risolti
- Last but not least, il sindaco Lepore, il Pd e la coalizione che verrà costituita (tenendo insieme più forze possibili ma con una chiara omogeneità nel programma) presentino un programma 2027-2032 che abbia alcune priorità: il diritto alla casa per famiglie giovani, per studenti e per lavoratori che arrivano a Bologna da altre zone; alcuni obiettivi ambientali non ideologici, ma fondamentali da realizzare (ok Bologna Missione Clima, ma anche un massiccio programma di forestazione urbana con alcune scelte per forza radicali); un piano di welfare che si preoccupi prima di tutto delle situazioni di povertà, solitudine, non autosufficienza; un nuovo impegno del Comune di Bologna per fare tutto il possibile affinché i lavoratori che hanno a che fare con i servizi, i cantieri, le strutture educative comunali abbiano gli stessi diritti e lo stesso trattamento economico dei dipendenti comunali.
Queste considerazioni vogliono essere un contributo a una discussione comune che ci deve vedere impegnati per cambiare ancora in meglio questa città, consapevoli che stiamo vivendo a livello nazionale e internazionale una fase molto grave e rischiosa per la pace e la democrazia.


forse in fondo il Centro Sinistra è un ibrido in cerca di identità, il contenitore programmatico di un Libro Bianco di confronto snatura i vari interlocutori, facendoli essere altro da sé…..
Bravissimo Marchesini! Una proposta chiara e più che condivisibile
Lepore detesta i consigli di chi ritiene troppo anziano, come se vecchiaia fosse sinonimo di stupidità. Anche l’esperienza e le conoscenze troppo tecniche e le opinioni troppo etiche sono considerate un disvalore, purtroppo
aggiungo un post copiato da Carlo Righetti, praticamente un incredibile gemellaggio di polemiche fra Roma e Bologna che mi ha turbato : ” In questi giorni sta accadendo un fenomeno molto social, che vorrei descrivervi.
Come sapete Facebook è notoriamente un luogo popolato di anziani, di persone che non hanno propriamente una visione del mondo evoluta e “aperta”.
Ecco, questa visione del mondo si sta sfogando apertamente contro la giunta Gualtieri.
Spiego meglio, facendo una premessa.
Manca un anno alla fine del suo mandato. E ovviamente si fa già campagna elettorale. La destra sembra voglia spingere Rampelli o addirittura la Angelilli o Vannacci. Esiste il centro liberale che è già pronto a candidare qualcuno, anche se i nomi non li abbiamo.
Insomma, nei social, qualcuno già lavora in anticipo. E quindi sono qui a vedere quali sono i temi di contestazione a questo sindaco.
Elenchiamoli.
– Il primo: la cosiddetta “deforestazione”. I romani, detti anche “er popolo” sono convinti che a Roma sia in atto una deforestazione moderna, con tagli illeciti di alberi.
In questo caso, uno che fa, si documenta? E se uno si documenta cosa esce fuori?
Un semplice dato, questo, che trovate qui: https://www.comune.roma.it/web-resources/cms/documents/relazione_bilancio_arboreo_26.05.26.pdf.
Cosa dice? Semplicemente una cosa: che a Roma ci sono stati 29.136 abbattimenti; 706 schianti dovuti a eventi naturali e 67.640 nuovi alberi messi a dimora. Ripeto 67000 nuovi alberi. Quindi il saldo fisico recente parla di +37.798 alberi. Tradotto: Roma con Gualtieri ha messo “più alberi”.
E allora? Uno quindi si domanda da quali fonti il cittadino ha preso queste informazioni.
Vi do la risposta: da nessuna parte. Er romano medio sa fare solo una cosa: guarda e “se scandalizza”.
– Altro esempio: le ciclabili. Adesso va molto virale un video di Pierluigi Battista che denuncia una ciclabile a Via Guido Reni dicendo che secondo lui non ci passa nessun ciclista (siamo ad Agosto). E che dura 200 metri e finisce subito.
Sia mai che una cosa del genere non faccia comodo alla narrazione anti Gualtieri.
Ma ci sono dei dettagli: la pista ciclabile non dura assolutamente un minuto e non finisce nel nulla. Perchè il tratto di via Guido Reni misura circa 800 metri e fa parte del cosiddetto GRAB: cioè da un lato attraversa il Ponte della Musica e si collega a viale Angelico e Prati e dall’altro prosegue verso via Tiziano, Belle Arti e Villa Borghese.
Cosa contestano “i non ciclisti”? Le solite cose: la prima è che non sono tratti “continui” (di fatto c’è qualche metro senza ciclabile) e poi che “non ci sia nessuno”, senza sapere che le ciclabili non si costruiscono dopo aver verificato che migliaia di persone pedalano già. Ma si costruiscono proprio per “cambiare” le condizioni che oggi scoraggiano l’uso della bicicletta.
Poi c’è una terza categoria. I fan della Raggi. Sapete bene che il Movimento 5 Stelle è diventato un partito puramente di sinistra che mi piace poco oggi e non mi piaceva per niente anni fa.
Ecco, molti fan della Raggi sono tendenzialmente di destra: bisogna dirlo. Sappiamo che il vecchio M5S, che andava da Paragone fino al sovranista Di Battista, da Travaglio (noto montanelliano di destra) a Stefano Lucidi fino a Buffagni era tendenzialmente sia a destra che a sinistra.
Ecco provate ad affermare – magari in certe pagine schierate – che la Raggi ha fallito completamente sui rifiuti, ha lasciato Roma ancora più dipendente dagli impianti altrui, che ha paralizzato AMA con una guerra amministrativa sui bilanci, che ha lasciato pulizia e raccolta tra i servizi peggiori della città, che ha “salvato” giuridicamente ATAC ma non il servizio per i passeggeri. Ti diranno due cose: o “e allora Gualtieri?” oppure ti sciorineranno dati falsi per dimostrare cose che lei non ha mai fatto.
Tutto questo lo dico per una riflessione generale: cioè che non solo non dovete “credere ar cittadino”, ma dovete anche stare attenti a chi ha realmente il polso della città e distinguerlo da chi fa campagna elettorale.
Chi contesta che a Roma stanno a “toje gli alberi” non sa minimamente che la maggior parte di questi alberi erano malati, da abbattere e avrebbero creato pericolo e incidenti alla circolazione. Non sa neanche che vicino alla stazione non è possibile piantare alberi ad alto fusto per la presenza del tunnel della metropolitana sottostante.
Non solo non sa: ma ti risponde, parlando della pedonalizzazione (basterebbero due esempi, Piazza Sempione e Piazza Risorgimento), la classica frase “aoh ma noi ndo parcheggiamo?”.
E si torna alle retorica, ben evidenziata ai bei tempi da Tonelli, der “culto daa machina”.
Insomma, stateci attenti: sta partendo la campagna elettorale. Dalle polemiche del concerto di Ultimo fino alle ultime “vox populi” che neanche nelle trasmissioni di Porro.
Basta stare attenti.
E come al solito, fuggire dai social.
Non prima di aver letto me, ovviamente.”