«La sinistra delegittima la Polizia perché vuole abolirla», scrive Nicola Porro su “Il Giornale”; Galeazzo Bignami ritiene sia giusto condividere un’assurdità simile, in totale disprezzo della controparte politica, aggiungendo il termine “sinistrati” per rendere il quadro ancora più grottesco. Il tutto mentre il sindaco della sua città è sotto scorta per le minacce ricevute non solo di persona ma anche dalla sua famiglia
di Andrea Femia, digital strategist cB
«Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge».
(Articolo 54 della Costituzione)
Se c’è una cosa che chi frequenta il mondo dei social network sa benissimo è che i contenuti suggeriti, sempre più spesso, sono quelli di segno opposto a come sulle piattaforme si è stati profilati. Se siamo visti come profili aderenti a un ideale mondo di sinistra, con ogni probabilità vedremo i contenuti suggeriti dei rappresentanti politici di destra e, con le dovute proporzioni, vale più o meno uguale viceversa. Non è un caso che i commenti più apprezzati siano spesso quelli di segno opposto alle parole espresse nel contenuto originale, come se le piattaforme trovassero giovamento dalle faide verbali che tengono incollati gli utenti ai loro canali.
È un meccanismo in uso già da tempo, da oltre un decennio, ma segue ondate sempre più polarizzanti. Per questo, qualche giorno fa, sono incappato nel brillante contenuto dell’onorevole Galeazzo Bignami, una persona che, giova sempre ricordarlo, in questi anni da parlamentare ha tirato su un gruzzolo da centinaia di migliaia di euro e che, se è certamente vero che su di lui pende una eterna macchia relativa a quel costume da gerarca nazista indossato durante una festa ludica, è altrettanto vero che questa cosa non pare averlo penalizzato troppo, viste le alte cariche istituzionali che ricopre.
Parlamentare, viceministro, uomo di fiducia della presidente del Consiglio Giorgia Meloni che, nel corso degli anni, quale che sia il proprio giudizio sul suo operato, ha dimostrato di essere adeguata al ruolo che ricopre. Lei è certamente e orgogliosamente una donna di destra, ma in questi anni sono rare se non nulle le occasioni in cui ha parlato come se la sua presidenza si rivolgesse solo a cittadini e cittadine di destra. Qualcuno dirà «vabbè ci mancherebbe». Qualcun altro dirà che non è vero, che usa spesso la sinistra in termini negativi. Vero, ma questo accade perché i principali esponenti dei partiti sono in perenne campagna elettorale ed è questo il motivo per il quale si dovrebbero limitare a fare politica partitica e non istituzionale, ma questo limite non è solo di Giorgia Meloni ma dell’intero sistema. Ciò che è impossibile scorgere è una plateale offesa nei confronti della controparte, a qualsivoglia livello.
Motivo per il quale resta incomprensibile comprendere come possa passare sopra a un utilizzo dei social network così tanto inadatto in un momento come quello che attraversa la città dalla quale Bignami proviene. Domenica 26 luglio, poche ore dopo la decisione della prefettura (e quindi del suo stesso governo) di dare la scorta a Matteo Lepore, l’onorevole Galeazzo Bignami ha pensato fosse logico condividere una grafica con il titolo di un articolo del vicedirettore de “Il Giornale”, Nicola Porro, aggravandola ulteriormente con una propria didascalia che sarebbe stata completamente fuori luogo in ogni momento, ma che è risultata abbondantemente impropria in un momento del genere.
«La sinistra delegittima la Polizia perché vuole abolirla». Scrive Porro, un giornalista, che si permette di affermare una cosa così grave sulle pagine de “Il Giornale” senza che gli si chieda conto di come abbia potuto sentirsi libero di scrivere qualcosa di così tanto eversivo. Se io domani dicessi che la destra vuole far fuori il Presidente della Repubblica si spera che qualcuno mi fermerebbe, o mi darebbe del pazzo. Per Porro è normale affermare che la sinistra voglia abolire la Polizia, e – come deducibile dalla fine del suo articolo – usarla soltanto per scortare i propri politici quando devono incontrare la gente che li ha votati (qui).

Uno spera che una cosa del genere non venga mai pubblicata. E invece non solo questa cosa accade ma, addirittura, un parlamentare, viceministro, bolognese per giunta, ha ritenuto fosse altrettanto normale, e soprattutto privo di conseguenze, condividere un’assurdità simile, in totale disprezzo della controparte politica, utilizzando il termine sinistrati per rendere il quadro ancora più grottesco.
Senza minimamente curarsi del fatto che la sua città ha un sindaco sotto scorta per l’aggravarsi degli scontri e delle conseguenti minacce, a lui e alla sua famiglia; se non si trova in questi momenti la forza di comportarsi in modo degno del ruolo che si riveste sarebbe forse meglio rivedere le proprie capacità di svolgere le funzioni pubbliche.
L’articolo 54 della Costituzione, che piaccia o meno quella è, dovrebbe ricordare che disciplina e onore non sono inutili orpelli. Sono elementi necessari. Sarebbe bene tenerlo a mente sempre.
Photo credits: Ansa.it


Non mi meraviglio delle dichiarazioni vomitevoli di personaggi del genere questo è l’andazzo mi meraviglio piuttosto delle timide reazioni dei politici di sinistra che stanno ancora lì a tergiversare senza prendere posizioni chiare e nette. Questa gente che ci governa sono il risultato di anni di decisioni sbagliate a cominciare da Violante in poi. Brutta situazione non so se ne usciremo.
Oggi sull’autobus, una signora anziana: “I cordoli del tram sono criminali, il sindaco dovrebbe stare in galera e invece, lui che è contro la polizia ha la scorta. Ah ma mi ha detto x che se vincono loro danno una bella asfaltata (ai binari del tram) E Lepore in galera”. Credetemi ho riportato più fedelmente che ho potuto e non ho cambiato nulla. Ometto le offese al “marocchino”. Sono davvero demoralizzata. Penso che ne usciremo soltanto con una crisi molto violenta (è vero che la storia non insegna ahimè e non si ripete uguale, ma le dinamiche umane cambiano poco.
Quale meraviglia? Chi non conosce Bignami? Uno che segnala alla Prefettura i dipendenti pubblici che si permettono di esprimere opinioni diverse dalle sue! E il bello è che la Prefettura interviene pure!
Oddio! Ho l’incubo della valanga che mi sovrasta e che sta per sommergermi.
Ma sono sicura che i bolognesi,i nostri vicini al mercato, i genitori dei ragazzini, quelli che incontro nelle sale d’attesa degli ospedali, i miei concittadini , sapranno riconoscere la buona guida di Lepore. Bignami porta scritto in faccia il suo furore.
Le conseguenze in un periodo di continue provocazioni sono scontate, buttano benzina sul fuoco e pretendono di fare anche i pompieri…