Paolo Bolognesi: “Ogni iniziativa che coltivi la memoria è benvenuta”

Il presidente dell’Associazione delle vittime del 2 agosto sulla proposta di Cantiere Bologna. “Usiamo le nuove tecnologie per informare su cosa è stata la strage”. Molte adesioni all’appello. Ci sono anche Stefano Benni e Moni Ovadia.

di Aldo Balzanelli


Sono già molte le adesioni all’appello lanciato da Cantiere Bologna perché Comune, Regione e Ferrovie dello Stato bandiscano un concorso di idee per realizzare nei locali della stazione un “memoriale” del 2 agosto. Tra le altre quelle dello scrittore Stefano Benni e dell’attore Moni Ovadia.

Il presidente dell’associazione tra i familiari delle vittime Paolo Bolognesi ha accolto così la proposta: “Ogni iniziativa che coltivi la memoria è benvenuta”, dice. “Va nella direzione dell’impegno che portiamo avanti ormai da decenni. Qualsiasi iniziativa però deve partire da un punto fermo: un luogo della memoria c’è, ed è la sala d’aspetto della stazione intitolata al nostro primo presidente, Torquato Secci”.  La proposta del Cantiere naturalmente non è alternativa. La sala d’aspetto, la lapide, l’orologio fermo alle 10.25, dove ogni anno si ricordano le vittime, sono il cuore del ricordo della strage. L’idea nasce dall’esigenza, a distanza di 40 anni dall’attentato, di trovare qualcosa che ricordi a chi è di passaggio, e quel giorno magari non era ancora nato, cosa accadde quel 2 agosto del 1980. Ma non solo. Chi realizzò l’attentato, chi coprì gli esecutori, quale fu la straordinaria risposta della città, qual è stata la costante ricerca della verità stimolata dai parenti delle vittime che ha portato a una verità giudiziaria sia pur ancora parziale e a una verità storica acquisita. “Se questo è l’obiettivo lo condividiamo pienamente – dice ancora Bolognesi – Si può ragionare come trovare il modo che chi viene da fuori Bologna possa essere messo in condizione di avere coscienza dei fatti. Di essere ‘portato’ nella sala d’aspetto, davanti alla lapide con i nomi delle vittime, con quante più informazioni possibile. Tutto quello che viene fatto per conoscere di più e meglio la storia della strage, quello che c’è stato dietro, i soccorsi, i processi…. Ben venga. Le forme le valuteremo tutti assieme ed è comunque cosa positiva che per il 40mo anniversario si possano fare iniziative che vanno in questa direzione”.

A Bolognesi l’idea del “memoriale” classico non convince molto. “Non mi è mai piaciuta l’idea di un museo. Penso che più utile sarebbe immaginare di utilizzare le nuove tecnologie, per esempio i QR attraverso i quali si può scaricare di tutto sul cellulare. Ecco, immagino un viaggiatore che s’imbatte in un totem multimediale, magari nella piazzetta accanto ai binari ovest, o nel tunnel che porta all’alta velocità, e attraverso quello s’informa su cosa sia stata la strage. Comunque un concorso di idee potrebbe certamente fornire indicazioni preziose che poi potremo valutare”.


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