«Voltare pagina non sia solo una promessa elettorale»

«L’intervento di Giovanni De Plato contiene una riflessione della quale dobbiamo far tesoro. Ora bisogna far uscire, dalle chiuse stanze dei partiti, progetti e nomi per coinvolgere i cittadini nella scelta delle politiche e del programma: troppe volte è stato annunciato e altrettante volte quelle indicazioni avevano vita breve, quella che serviva al conseguimento della vittoria elettorale. Dobbiamo domandarci perché il seme della partecipazione democratica fa così fatica ad attecchire anche in terreni, come il nostro che (apparentemente) sembrano fertili»

di Cittadinanzattiva Bologna


Siamo uno dei gruppi di Cittadinanza Attiva di Bologna che ha organizzato l’incontro “Guardare indietro per guardare avanti” del 18 gennaio 2020. Intendiamo dare il nostro contributo alla riflessione sulla scadenza delle elezioni comunali proposta dal presidente di Cantiere.

L’intervento di Giovanni De Plato contiene una riflessione della quale dobbiamo far tesoro: troppe volte il centrosinistra prometteva di voltare pagina, di far uscire, dalle chiuse stanze dei partiti, progetti e nomi per coinvolgere i cittadini nella scelta delle politiche e del programma, e altrettante volte quelle indicazioni avevano vita breve, quella che serviva al conseguimento della vittoria elettorale.

Se vogliamo escludere una spudorata malafede dei soggetti coinvolti nel percorso politico, dobbiamo quindi domandarci perché il seme della partecipazione democratica fa così fatica ad attecchire anche in terreni, come il nostro che (apparentemente) sembrano fertili.

Se le promesse e gli impegni vengono rapidamente trascurati è perché l’aggregazione di idee e soggetti dietro la bandiera del progetto è ben più fragile di quanto non appaia a una lettura superficiale: non esiste una reale coesione che tenga insieme i volontari dei centri sociali, con i giovani vicini alle posizioni ambientaliste e con le rappresentanze del mondo del lavoro che, soprattutto in una visione da città metropolitana è articolato in mille rivoli (dai delegati della grande azienda ai riders ai lavoratori poveri obbligati ai mille mestieri), ogni soggetto della temporanea alleanza elettorale si concentra sulle questioni che lo riguardano direttamente.

Ovviamente questa situazione rende tutto l’impianto fragile e in breve tempo diventano più evidenti gli elementi di conflitto fra i diversi soggetti. È possibile  voltare davvero pagina? Diciamo che le condizioni generali sono favorevoli (partiamo dal “nulla sarà più come prima”) e alcune svolte sono già in corso d’opera.

Pensiamo, ad esempio, alla mobilità sostenibile. Da un lato abbiamo le grandi case automobilistiche che puntano decisamente sulle auto elettriche e si preparano a gestire i nuovi modelli di mobilità che vede l’uso dell’auto prevalere sul suo possesso e dall’altro una forte spinta a utilizzare mezzi a inquinamento zero come le biciclette.

In questo esempio la tendenza alla richiesta sociale di costruire una risposta alla crisi ambientale e climatica attraverso l’uso del mezzo bicicletta eco-compatibile, si scontra con la tendenza a rimercificare il mercato dell’auto, in uso o proprietà, senza farsi carico sia dei processi di democratizzazione della mobilità che della rappresentanza operaia e aziendale che dei processi di estrazione/smaltimento dei nuovi materiali.

Per affermare e consolidare un processo di costruzione di un blocco sociale progressista occorre riconoscere che dobbiamo collettivamente ricostruire una unità del mondo del lavoro/non lavoro e della relazione che ciascuna delle sue tipologie ha con l’ambiente e la natura saccheggiata e mercificata.

Noi siamo per porre al centro del nostro lavoro sociale e politico i seguenti temi:

il lavoro (compreso il non lavoro), la formazione, la scienza e la tecnologia, in concreta sinergia con il movimento delle donne perché riteniamo che solo cambiando il paradigma di produzione, distribuzione, riproduzione di questo modello sociale sarà possibile dare una risposta a tutti i problemi emersi durante l’epidemia. Oggi vi è un’ampia consapevolezza del fatto che il mix Covid+crisi economica ha generato una esponenziale crescita delle diseguaglianze. Tornare alla vecchia normalità significa soltanto prendere atto che chi aveva ora è più ricco e chi era povero lo è ancora di più.

Chi fosse interessato ai progetti di Cittadinanzattiva APS può contattarci al numero 338 8842874


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