Una domanda senza risposta (da troppo tempo)

Da ormai sei anni, inascoltata, la Rete delle Lotte Ambientali Bolognesi sta chiedendo alle istituzioni una Valutazione di impatto Sanitario sul Passante. Non per bloccare l’opera, ma per esercitare il diritto dei cittadini a essere informati

di Luca Tassinari, cittadino preoccupato per gli effetti dell’inquinamento sulla salute


Il 27 febbraio 2022 la Rete delle Lotte Ambientali Bolognesi ha inviato a Comune e Regione una richiesta di Valutazione di Impatto Sanitario (Vis) sul Passante di Bologna, sottoscritta anche dalla Reca, Rete per l’Emergenza Climatica Ambientale, che raggruppa 75 associazioni e gruppi informali a livello regionale. La richiesta è stata inviata al sindaco di Bologna e al presidente della Regione Emilia-Romagna e per conoscenza ai membri del Consiglio Comunale e dell’Assemblea Legislativa regionale.

Lo scopo della Vis è quello di conoscere l’impatto dell’inquinamento da traffico sulla salute della popolazione residente in termini di malattie e morti premature, sia per gli anni pregressi (i dieci anni precedenti l’allargamento fino a oggi, nel caso del Passante), sia per il futuro. L’indagine si basa su un approccio modellistico, che non richiede la raccolta di dati sul campo e ha tempi di realizzazione nell’ordine dei 6-8 mesi. Ci sarebbe quindi tutto il tempo di farla prima dell’apertura dei cantieri del Passante, prevista per l’estate del 2023.

Richieste analoghe sono state fatte ripetutamente a Comune e Regione a partire dal 2016. Sei anni di domande rimaste senza risposta.

Il 26 luglio scorso un’attivista della Rete si è tagliata a zero i capelli davanti a Palazzo d’Accursio, in segno di solidarietà con le persone che si ammalano e muoiono a causa dell’inquinamento e per chiedere a sua volta alle istituzioni di valutare l’impatto sanitario del Passante. Anche questa azione ha avuto come risposta un silenzio tombale.

A quattro settimane dalla richiesta della Rete, questa abitudine a non rispondere sembra confermata: non un fiato né un cenno di ricevuta, né dal Comune né dalla Regione. Di fronte a questo muro di gomma è lecito ipotizzare che la salute umana per i nostri amministratori sia un problema secondario, mentre la tanto sbandierata ‘partecipazione attiva’ sembra rappresentare soltanto uno slogan elettorale, da mettere nel cassetto non appena cittadine e cittadini chiedono di valutare fino in fondo l’impatto delle scelte politiche sulla salute dei bolognesi.

La Vis, infatti, non metterebbe a rischio la realizzazione dell’opera, ma consentirebbe di conoscere con precisione quanto costa alla salute della popolazione bolognese. Un dato che abbiamo tutto il diritto di conoscere e che aiuterebbe anche l’amministrazione a mettere in campo contromisure adeguate. Sappiamo che l’inquinamento fa male alla salute, ma è necessario quantificare il problema per affrontarlo adeguatamente e risolverlo.

Matteo Lepore e Stefano Bonaccini fanno forse finta che il problema non esista? E dove stanno coloro che in questi mesi hanno ripetuto più volte che il loro ruolo nelle istituzioni è tutelare la salute dei cittadini e portare la loro voce nel Palazzo?

Oggi, domenica 27 marzo, ci sarà un’assemblea pubblica della Rete delle Lotte Ambientali Bolognesi al parco delle Caserme Rosse, a partire dalle tre del pomeriggio. Invitiamo associazioni, comitati, collettivi, sindacati, cittadine e cittadini a partecipare per conoscere meglio quali conseguenze comporta l’allargamento di un’autostrada in mezzo alla città e per costruire, insieme, un percorso di mobilitazione a difesa della nostra salute e qualità della vita.


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