Russia e Israele, quei “doppi standard” contro le guerre

«Bologna e le istituzioni internazionali in prima linea per l’Ucraina. Se tutto ciò fosse stato fatto per la Palestina, probabilmente la sua tragica storia sarebbe stata diversa. In questi giorni in città si svolge la Israeli Apartheid Week, iniziativa promossa dalla Campagna internazionale per il Boicottaggio, il Disinvestimento e le Sanzioni verso Israele (Bds), con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica e incoraggiarla a intraprendere azioni non violente per influenzare le politiche del governo israeliano»

di Sarah Abdel-Qader, operatrice culturale


Poco meno di un anno fa, lanciavo su queste stesse pagine un appello di presa di posizione alla città e alle sue istituzioni in occasione dell’ennesima, impunita offensiva israeliana sulla Palestina. Tristemente, preannunciavo quei “doppi standard” che si confermano a causa di un’altra insensata guerra: non c’è stata alcuna esitazione da parte del nostro paese e dell’Europa a sostegno di un paese che subisce un’invasione, attraverso sanzioni, invio di armamenti, manifestazioni, movimentazione civica ecc. 

Bologna in prima linea. Da Piazza Maggiore illuminata in gialloblù al Teatro Comunale che sventola la bandiera ucraina, a concerti per la pace e di raccolta fondi, a operose realtà di quartiere che raccolgono beni di prima necessità da inviare ai civili. 

Come spiega Triestino Mariniello, all’indomani delle operazioni militari russe la Corte Penale Internazionale ha aperto con insolita solerzia un’inchiesta ufficiale: questa celerità è stata resa possibile dall’approvazione dei 39 stati aderenti che pertanto non rende obbligatorie le procedure preliminari.

Se tutto ciò fosse stato fatto per la Palestina fin dal 1948, probabilmente la sua storia non sarebbe stata così tragica. E la Palestina, purtroppo, è solo la prima di una lunga lista. 

Certamente dà speranza vedere che non tutta la nostra umanità è sparita e che accogliamo con “facilità” burocratica e logistica, anche a Bologna, i rifugiati che si mettono in salvo. 

Tuttavia, grazie a questa situazione, non si può non riconoscere che basta veramente la volontà politica per essere umani e non possiamo non chiederci perché la stessa accoglienza non venga riservata alle migliaia di persone che attraversano quotidianamente il Mediterraneo fuggendo da un mondo che contribuiamo a distruggere, per giungere sulle nostre coste in cerca di vita, semplicemente vita…

Ma non voglio divagare eccessivamente, torniamo a noi. In questi giorni la questione israelo-palestinese è tornata a occupare le pagine dei giornali, per via degli attacchi terroristici avvenuti a Tel Aviv. Ma se la violenza è da condannare sempre, in ogni sua forma, non possiamo dimenticarci che sempre in questi giorni, come in tutti gli altri, i coloni israeliani attaccano e spesso uccidono civili palestinesi, le cui case vengono demolite, e giovani vengono arrestati per il solo fatto di esistere. Come non bastasse, il governo israeliano stringe ulteriormente sulle restrizioni di visto per stranieri in Palestina, il che vuol dire rendere impossibile per molte realtà avere personale adeguato: si tratta di medici, accademici e ogni sorta di personale qualificato. 

Vorrei solamente cavalcare quest’onda di umanità e risveglio di coscienze per segnalare che fino al 6 aprile si svolge la Israeli Apartheid Week promossa dalla Campagna per il Boicottaggio, il Disinvestimento e le Sanzioni verso Israele (Bds). Per chi non lo conoscesse, si tratta di un movimento internazionale, ispirato a quello anti-apatheid per il Sudafrica, che cerca di influenzare le politiche dei governi nazionali con azioni non violente, affinché facciano pressioni su Tel Aviv perché cessi l’occupazione dei territori palestinesi e siano rispettati i Trattati internazionali, puntualmente violati. Tra queste, è incluso il boicottaggio delle multinazionali che hanno investimenti nell’industria bellica israeliana e la pressione sugli organismi internazionali.

L’iniziativa è un ottimo modo per informarsi sulle politiche di colonizzazione, di occupazione e di apartheid e per prendere posizione, anche attraverso azioni concrete. Quest’anno gli eventi sono incentrati sul ruolo della cultura, e dell’arte in particolare, nel processo di decolonizzazione del discorso sulla Palestina. 

In particolare, segnalo

  • “Arte e cultura contro l’apartheid israeliana”, sabato 2 aprile alle 20.30 al Centro Sociale per la Pace (via del Pratello 53)
  • “Israele e apartheid: quale futuro?”, mercoledì 6 aprile alle 18 al Centro Sociale G. Costa (via Azzo Gardino 48)

Maggiori informazioni si possono reperire sulla pagina Fb di BDS Bologna.

Dulcis in fundo, è possibile firmare una petizione che chiede alle istituzioni europee una legge che vieti il commercio con gli insediamenti illegali, in coerenza con il non riconoscimento dell’Ue di questi territori come israeliani.

«Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia aggruppare i nodi che poi solo la spada potrà tagliare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al potere gli uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare»

(Antonio Gramsci)

2 pensieri riguardo “Russia e Israele, quei “doppi standard” contro le guerre

  1. Brava, un bel contributo. Che ci ricorda quanto siamo razzisti (perché questo è): accogliamo gli ucraini, che sono veri rifugiati, gli altri no.
    P.s. Da dove è presa la citazione di Gramsci? Calzantissima

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