Città a 30 all’ora: un’inutile polemica

Qualche minuto in più può far risparmiare una vita. Non val la pena di accettare un disagio davvero minimo? Si oppongono gli stessi che erano contro i T-Days che avrebbero “desertificato il centro”

di Aldo Balzanelli, giornalista


E se la polemica sulla città a 30 km all’ora fosse destinata ad annegare in un bicchier d’acqua? Cerco di spiegarmi. In una parte significativa della città vige già il divieto di superare il limite dei 30/kmh. E non risulta che la cosa abbia determinato particolari disagi. La velocità media in molte strade cittadine difficilmente riesce a superare quel limite di velocità a causa dell’intensità del traffico. Valga a conferma la velocità media dei mezzi pubblici. A queste considerazioni si aggiunge il fatto che le strade di grande scorrimento resteranno escluse dal provvedimento.

Dunque, dove sta il problema? D’accordo, alcune strade dove oggi si può “sfrecciare” a 50/kmh vedranno ridurre il limite di velocità, con quali conseguenze? Un tragitto di cinque km percorso a 50 all’ora richiede circa sei minuti. Se il limite dei km/h scende a 30, il tempo necessario aumenta a 10 minuti. Insomma stiamo discutendo e ci accapigliamo per quattro minuti, il tempo di un paio di semafori trovati rossi. Se quei quattro minuti in più servono a salvare anche una sola vita, non vale la pena di pazientare un po’? Già, perché il limite dei 30 non è un capriccio di qualche ecologista integralista, ma ha lo scopo di ridurre, drasticamente si spera, il numero di incidenti con gravi conseguenze troppo frequenti sulle nostre strade. La bassa velocità riduce l’effetto degli impatti e consente tempi di reazione più lunghi in caso di necessità.

Due le principali critiche al provvedimento.

La prima riguarda il fatto che senza controlli adeguati è del tutto inutile ridurre il limite di velocità. Già oggi quello dei 50/kmh viene spesso violato. Critica condivisibile, ma si tratta di incrementare i controlli, non di rassegnarsi al peggio. E di sollecitare anche una presa di coscienza degli automobilisti sull’opportunità di limitare la velocità nei centri abitati.

La seconda critica sostiene che è vero che altre città europee hanno adottato con soddisfazione il limite dei 30, ma che sono dotate di trasporti pubblici molto più efficienti di quelli bolognesi. Quindi meglio attendere di avere il tram e chissà cos’altro prima di imporre una riduzione della velocità alle auto. Non vedo quale sia la relazione dato che anche con il tram molti continueranno a usare il mezzo privato ed è bene che lo facciano, fin d’ora, in un modo più responsabile. Non saranno certo quei quattro minuti in più necessari per recarsi al lavoro a rovinare la giornata.

Un’ultima considerazione a margine. Quelli che oggi strillano di più contro il limite dei 30/kmh sono più o meno gli stessi che qualche tempo fa strillavano contro i T-Days, sostenendo che sarebbero stati la morte del centro storico, destinato a un’inevitabile desertificazione. Chissà se a qualcuno di loro (non faccio nomi per carità di patria) capita di passare ogni tanto il sabato pomeriggio in via Indipendenza a farsi largo nell’annunciato deserto.


5 pensieri riguardo “Città a 30 all’ora: un’inutile polemica

  1. bene , sono d’accordo, ma credo positivo che qualcuno aprisse a qualche dubbio, primo articolo Moscato. sul quale riflettere

  2. Mentre con la mia auto andavo a 30 km/h in “zona 30”, un ciclista è sbucato da dietro un furgone che si era fermato allo stop. Sono riuscito a evitarlo per un pelo. Se fossi andato a 50 lo avrei travolto.

  3. Piu’ che una inutile polemica la chiamerei una utile discussione, o qualcuno pensa sempre di avere la verità in tasca ?

  4. Il limite dei 30 km sicuramente diminuisce il pericolo di incidenti stradali, ma va anche oltre. Contribuisce alla realizzazione di un’altra idea di città, di centro città, più a misura di chi cammina e respira. Ovvia la necessità collaterale di mezzi pubblici e controlli stradali sufficienti. Ma come si dice, a star fermi non si comincia…

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