Giunta Lepore: “Sega e cemento” o “vanga e concime”?

Ma Bologna taglia davvero alberi come non ci fosse un domani? Sì, secondo “Il Fatto Quotidiano” e il Wwf. E quanti ne pianta? Buona parte degli oltre quattro milioni regalati dalla Regione stanno attecchendo in città. Non bastano? Quelli abbattuti erano tutti inevitabili? L’ultimo rapporto, 2021, parla di un saldo di 6.442 alberi in più in cinque anni. Dopo, poche informazioni. Il tema si presta a confronti astiosi. Cifre precise aiuterebbero a valutare il grado di civiltà ambientale della città

di Giampiero Moscato, direttore cB


L’ambiente e gli effetti che le attività umane gli provocano sono una delle emergenze del tempo. Se ci sono guerre e migrazioni è anche per lo scempio che l’umanità sta facendo della propria casa. Tutelare il pianeta è atto di sopravvivenza, oltre che di civiltà.

A Bologna per fortuna non si lotta per sopravvivere come accade in troppe aree del mondo. Per questo è giusto misurare il livello di civiltà ambientale di chi ci amministra. Il dibattito è intenso, anche astioso, in una città che vede in atto una mole di cantieri, su tutti il Passante di mezzo, la tramvia, il Nodo di Rastignano, passando per altri territori iconici come le scuole Besta e il parco Don Bosco. Tanti alberi tagliati: secondo molte voci non sempre inevitabilmente.

Credo che nessuno metta, parlando seriamente, in discussione il fatto che da oltre un decennio si stia incrementando il patrimonio arboreo comunale. Meno di un anno fa un articolo di Giacomo Pizzardi (qui) richiamò il bilancio arboreo 2016-2021, giunta Merola: Bologna aveva 120.000 alberi – 85.270 censiti individualmente – con un incremento in cinque anni, al netto dei tagli, di 6.442 unità. L’autore illustra anche in altri articoli sul “Cantiere” le politiche per il verde pubblico: basta cercare il suo nome sulla nostra pagina.

In molti casi abbiamo chiesto di fare di più per il verde (qui) e pubblicato pareri duri contro le amministrazioni Bonaccini e Lepore, Pier Giorgio Ardeni (qui) tra i tanti. Secondo il Wwf, che cita appunto Passante di mezzo, Nodo di Rastignano e tram, «a Bologna è in atto una vera deforestazione urbana con l’abbattimento di diverse migliaia di alberi nell’immediata periferia… e i moltissimi interventi che portano all’eliminazione di parchi che ospitano anche alberi di 25 m.: caso esemplare è il Parco Don Bosco». Non basta, a detta del Wwf, «piantare alberelli», soprattutto se in vaso come in certe operazioni di arredo urbano. Sui social network circolano dati, senza certificazione, secondo cui tra il 2019 e il 2023 sono stati abbattuti in città 8.180 alberi, con un incremento negli ultimi due anni. Gli ambientalisti che li pubblicano lamentano che queste cifre non siano affatto reperibili negli elenchi ufficiali del Comune, ma frutto di studi indipendenti. Qualcuno replica che sarebbe importante sapere quanti sono stati segati per morte o malattia (dunque inevitabili) oppure per opere edili.

Ad alcune di queste persone ho ricordato il progetto della Regione “Mettiamo radici per il futuro” (qui): dall’inizio della campagna (1 ottobre 2020) fino al 15 aprile 2024 sono stati distribuiti gratuitamente ai Comuni 2.389.942 alberi, a cui vanno aggiunti altri 111.461 dei bandi forestazione. Sono pochi? Direi comunque in grado di compensare le decine di migliaia di piante abbattute in Emilia-Romagna. Ho quasi sempre vissuto in periferia e visivamente questo lavoro di ripiantumazione si vede. Le periferie brulle e spoglie di un tempo sono molto migliorate, basti citare proprio il quartiere San Donato, dove la lotta per le Besta è durissima, come esempio positivo. Al netto del Passante, va detto.

Alcuni hanno ribattuto che si è giunti a un punto in cui anche il sacrificio di un solo albero di alto fusto è incompatibile con una declamata cultura ambientalista: concetto civilissimo, anche se sono convinto che il tram consentirà di risparmiare C02 in quantità tali da valere il sacrificio. Soprattutto se supportato da nuove piantumazioni: in via Saffi e via Emilia Ponente, che ne erano prive, gli alberi messi a dimora sono di fusto già abbastanza alto.

Non sembra che ci sia solo la sega e il cemento nelle mani di chi ci amministra. E dobbiamo ammettere che il treno che prendiamo o la casa in cui abitiamo, anche chi chiede di non tagliare mai più un albero, sorgono dove un tempo c’era la foresta. Not in my backyard

Quello di cui abbiamo bisogno dalla giunta Lepore è di essere più precisa e continua nella comunicazione ambientale. Ho fatto ricerche, ho parlato con il Comune. In effetti dopo il rapporto del 2021 non sono uscite se non frammentarie notizie. Credo che la divulgazione dei dati renderebbe più proficuo, e meno partigiano, il dibattito. Ed eviterebbe di dover replicare a titoli molto duri quale quello del “Fatto Quotidiano” del 5 gennaio 2023 (qui): come, si legga in calce, fu costretta a fare l’assessora Valentina Orioli. In troppi leggono solo i titoli.


6 pensieri riguardo “Giunta Lepore: “Sega e cemento” o “vanga e concime”?

  1. quando si abbatte un albero vecchio si abbatte il centro di un piccolo mondo fatto di uccelli, insetti, altri piccoli animali, persone, foglie, stagioni, luce ed ombra, poesia e vento, frescura e ossigeno; la piantumazione di tre alberini in sostituzione (che poi le statistiche sintetizzeranno con un +2 alberi senza distinzioni) non creerà per molti e molti anni, alcun mondo, alcuna comunità, alcun reale benessere; l’abbattimento di grandi alberi dovrebbe essere limitato al minimo strettamente indispensabile; le nuove costruzioni dovrebbero avere gli alberi grandi come vincolo da rispettare, non impedimento da abbattere; il problema dell’albero è che nei bilanci comunali rappresenta un costo a bilancio, anche non indifferente, un bilancio tra le cui aride poste non sono previsti nè conteggiati i mille benefici che l’albero regala

  2. Il comune in ogni sua affermazione autocelebrativa dovrebbe per mera serietà fare sempre comparazioni per dimostrare l’esatta affermazione delle proprie parole ma qui come in korea del nord vale la sola parola del DITTATORE della città

  3. Analisi in buona sostanza corretta. Semplifico (molto) la questione riproponendo quella che è (o appare, visto le effettive difficoltà di comunicazione di questa amministrazione) la motivazione, o forse la debole giustificazione, per questo abbattimento di verde: ‘ci sono i finanziamenti e non dobbiamo perderli’. Parole magari non testuali ma il cui concetto (debole) il Sindaco ha in più occasioni ribadito. Ed ecco che così tutta la questione diventa difficilmente sostenibile.

  4. Parole, parole, parole…. in città i grandi alberi continuano ad essere abbattuti e quelli nuovi a seccarsi.
    Le nuove piantumazioni di fianco agli stradoni e alle rotonde servono a dare il numero del saldo positivo. I numeri vengono usati per confondere e motivare grandi progetti spesso inutili e dannosi per la salute delle persone.

  5. anche qui purtroppo, continua la farsa sui nuovi alberi piantati al posto di quelli vetusti abbattuti (magari molti erano anche sani) la solita conta uno stecchino al posto di un albero grande ,ombroso e utilissimo x l’ecosistema e per i cittadini. MAI, DICO MAI, CHE NESSUNO SI PRENDE LA BRIGA DI ANDARE A VEDERE DI PERSONA (E MAGARI FOTOGRAFARE COME ABBIAMO FATTO NOI DEL COMITATO TUTELA ALBERI) LA TRISTE E IMPIETOSA FINE CHE HANNO FATTO SOLO DOPO POCHE SETTIMANE DALL’IMPIANTO, QUESTI ALBERELLI STECCHINO : sono tutti morti ma nel computo ERRATO, DEI NUOVI ALBERI PIANTATI, ANCORA COMPAIONO:
    SONO ZOMBI BOTANICI , MORTI CHE CAMMINANO ANZI NO gli alberi non camminano ma le frottole quelle SI altro che se camminano: hanno le gambe lunghe !!!
    per chi vuole puo’ vedere alcune foto esmplificative nel post allegato:
    https://www.facebook.com/groups/449307359379292/permalink/1301562480820438

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