Roma o Bologna, il centro-sinistra non abita più qui

L’Ulivo, unione di anime diverse, è ormai un lontano ricordo. Nel Pd di nuovo conio tanto Elly Schlein quanto Matteo Lepore perseguono una strategia incompatibile con posizioni “moderate” e di vero riformismo

di Angelo Rambaldi, “Bologna al Centro – L’Officina delle Idee”


Proseguendo nel mio impegno dialettico con gli amici del Cantiere, dopo aver letto i recenti contributi di Aldo Bacchiocchi (qui) e Pier Francesco Di Biase (qui), mi permetto di segnalare alcune contraddizioni sul “governo” della città più progressista d’Italia. Questo da parte di chi, nella sua modesta storia politica, aveva sempre votato “centro (trattino) sinistra”. Che da tempo, sicuramente a Bologna ma direi anche a livello nazionale con il Pd di nuovo conio, non esiste più.

Nel periodo nell’Ulivo non sono mai stato un “fedelissimo” del Professore. Ho, però, da sempre avuto stima politica e umana per Prodi e ho partecipato convinto nel centro-sinistra e nell’Ulivo. Avevo qualche riserva, a dir la verità, non tanto per il Professore ma per parte dei suoi fedelissimi, anche se Prodi si è sempre sbracciato per affermare che i “prodiani” non esistevano. Invece esistevano, eccome. Ma, per l’oggetto di questo mio piccolo contributo, l’Ulivo era centro-sinistra.

Oggi tanto a Roma Elly Schlein – un po’ in impaccio e a fatica – e a Bologna il nostro primo cittadino, come fedelissimo della Segretaria, perseguono una strategia che del centro-sinistra prevede l’epurazione.

Deve essere chiaro che il centro-sinistra è una alleanza politica e culturale, una unione di “diversi”. Sono stato consigliere comunale nella prima Repubblica e un po’ nella seconda, quindi anche quando c’erano i comunisti, e posso confermare che lo scenario identitario c’era, ma allora c’era anche un centrosinistra. Il decollo clamoroso della città, le infrastrutture chiave e le scelte politiche che le precedevano erano di fatto un centrosinistra. L’elenco sarebbe lungo: la Fiera, l’Aeroporto, i Quartieri che oggi di fatto contano zero…

Per la verità c’era una forte dialettica anche all’interno del Pci. Oggi il Pd è totalmente subalterno all’amministrazione. Nell’ultimo periodo circola insistentemente la voce secondo cui ci sarebbero lavori in corso in vista delle prossime elezioni amministrative. Un’area “moderata” a sostegno di Lepore. E questo riguarderebbe anche i cattolici.

Ecco, per i cattolici, vorrei osservare una mia perplessità: la giusta e sacrosanta strada ecumenica post conciliare obiettivamente non funziona più. Con sincerità confesso infatti che mi sono meravigliato del silenzio, quando il Sindaco annunciò la sua proposta di una sorta di “Casa delle religioni” con cattolici, musulmani ed ebrei. Poi non se ne è avuta più notizia, e me ne rallegro, ma come detto qualche silenzio di troppo mi ha un po’ stupito… Abbiamo poi visto in concreto che la visione “ecumenica” del nostro Sindaco soffre nei tempi tragici di un accentuato strabismo.

Concludo con un’opinione un po’ secca, ma non trattabile. A parer mio, non può sussistere da parte di un “moderato” e un vero riformista l’appoggio all’operato di un Sindaco e una Giunta come l’attuale.


4 pensieri riguardo “Roma o Bologna, il centro-sinistra non abita più qui

  1. Gent. Sig. Rambaldi,
    grazie per questo intervento.

    Le assicuro che anche da parte di un socialista è impossibile appoggiare l’operato di questo sindaco e relativa giunta.

    È una situazione incredibilmente difficile perché la gioia per la vittoria alle primarie della segretaria Schlein è stata irrimediabilmente minata dalle scelte politiche nelle Città (moltissime governate da PD e alleati), che a mio avviso dovrebbero essere le locomotive del progresso italiano, trasformate invece in parchi urbani in funzione turistica; svuotate -oltre che dai residenti- di significato.

    Credo che il PD nazionale non riesce a fare balzi in avanti perché a livello locale non parla più, con serietà e unanimità, delle Città (unico esempio positivo è la sindaca di Firenze che in un’intervista a LaNazione il 29 Novembre 2025, facendomi sinceramente commuovere, ha affermato di voler far tornare i fiorentini a vivere nel centro storico ed effettivamente ci sono state attuazioni come divieto di caddy e risciò, regole sui dehors oltre alla più difficile regolamentazione sugli affitti brevi).

    A mio avviso, il centro sinistra ha perso e sta continuando a perdere la fiducia degli abitanti delle Città: il caposaldo della sua comunità, sia socialista che moderato.

  2. Gentile Sig. Ranbaldi, se aggiungesse anche quelche argomento nel merito il suo intervento sarebbe un poco più comprensibile.
    Grazie Guido

  3. L’amico Rambaldi ha posto problemi molto seri e la conclusione dell’articolo, anche perché “non trattabile” mi dispiace molto.
    E non certo perché, anche su queste pagine, non critiche alcune scelte dell’amministrazione comunale e ancora di più il metodo: ho chiesto una “svolta partecipativa” come necessità fondamentale per Bologna.
    Detto questo però vorrei ricordare a Rambaldi che l’Ulivo era il centro-sinistra con il trattino, per me esperienza fondamentale, testimonianza di una alleanza programmatica tra forze diverse ma unitarie.
    Il trattino fu tolto sotto la pressione dell’area prodiana e che la nascita del PD, centrosinistra senza trattino, ha rappresentato la fine della Margherita, dei DS e dell’Ulivo: per questa ragione io non entrai nel PD.
    Oggi la situazione è talmente confusa che auspicherei una divisione consensuale nel PD per ridare visibilità culturale politica a un centro moderato e a una sinistra consapevole, per una alleanza programmatica con il trattino: ma io non ne faccio parte…
    Comunque auspico che, trattino o meno, si stia insieme per impedire a questo centrodestra di Bignami di tornare a Bologna

  4. Nell’intervento di Rambaldi fra la nostalgia di un tempo che fu (ognuno ha le sue naturalmente), non ho capito i fatti. Nell’attuale mondo quali sono gli esempi di “centro” con o senza trattini ? C’è una destra sempre più autoritaria e “gli altri” si perdono ancora a guardarsi l’ombelico ? Se è un centrosinistra o un centro-sinistra ? Cosa vuole dire oggi “moderato” ? Chi sono i moderati nel mondo che viviamo ? Poi si dice come era bella l’epoca “socialista” (a chi si riferisce Simone a Craxi ?). Io ricordo con nostalgia Pietro Nenni e Sandro Pertini, molto meno quelli finiti con Berlusconi. Ma sono tutte categorie superate, i problemi che abbiamo “non sono moderati” sono problemi e sono la casa, gli stipendi bassi, la sanità., la sicurezza… Ci vogliono IDEE, che cambino le cose. Se moderato vuol dire non cambiare niente non va bene; se è un approccio intelligente che vuole ponderare, ascoltare e poi trovare una soluzione ben venga. Senza trattini.
    E bisogna uscire anche dai veti a priori sulle persone. Renzi mi ha dato speranza, l’ho votato alle primarie (ex democristiano forse era ok anche per Rambaldi). L’ho sostenuto, poi si è rovinato con le sue mani. Ci ha lasciato macerie. Poi ho scelto Elly c’era bisogno di freschezza, ma mi andava bene anche Bonaccini, anzi mi vanno bene tutti e due. Ci vorrà un nuovo punto di riferimento ? Perchè oggi bisogna essere come la Meloni, bisogna raccontarla, essere dei bravi attori/comunicatori. Non capisco ma mi adeguo, però per cortesia partiamo dalle IDEE ?
    Prodi mise su la “fabbrica delle idee”, bene ora servirebbe come il pane. Non ci servono i trattini.

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