Addio Francesco, un altro pezzo di mondo che se ne va

La scomparsa di Guccini lascia un vuoto enorme, come enorme è stato lui in vita. E forse l’unica è dissociare dalla sua immagine l’idea della morte, come fu per Dalla, Bulgarelli e tanti altri grandi della nostra città che se ne sono andati

di Giorgio Comaschi, giornalista


Quando se ne va una persona che è come un tuo familiare, o quasi, diventa difficile parlare, dire qualcosa, elaborare anche il lutto, ci vuole del tempo. All’inizio si dicono spesso frasi sconclusionate, però credo che Francesco Guccini sia stato un grande, un grande in tutti i sensi. Tu potevi prenderlo da qualsiasi parte e comunque aveva una sua coerenza, sia che tu fossi d’accordo o no.

La sua coerenza quindi, ma anche la sua dignità professionale e la sua puerilità. Perché Francesco era come un bambino: gli piaceva ancora giocare, fare scherzi e battute, le crittografie mnemoniche. Mi chiamava spesso per raccontarmi l’ultima barzelletta. Pur in questa sua nostalgica tristezza, che ha avvolto tutte le sue canzoni, Francesco ha sempre una fanciullezza e una voglia di “fare il cretino” che secondo me è stata impareggiabile.

Ho fatto un sacco di viaggi con lui, insieme alle nostre mogli, quindi ho una confidenza tale che mi risulta difficile dire qualsiasi cosa. Gli stavamo preparando un grande omaggio, ma volevamo che lui ci fosse il 29, 30 e 31 ottobre al Duse per l’”Opera Guccini” insieme all’orchestra del Teatro Comunale. Lui aveva collaborato fino a qualche giorno fa, ci eravamo sentiti per la scaletta e la scelta dei pezzi, insieme ai cantanti lirici dell’orchestra. 

Adesso è tutto un vuoto enorme, perché lui è uno enorme. Anche fisicamente lo è sempre stato, grande, solido, come una roccia, al punto che si potrebbe dire che andandosene lui è come se si spostasse un pezzo di mondo.

Un vuoto che è difficilissimo colmare, e forse l’unica è pensare che ci sia sempre, dissociando dalla sua immagine l’idea della morte. Un po’ come abbiamo fatto con i tanti grandi che se ne sono andati, come è stato anche con Lucio, come è stato con Bulgarelli: pensare che siano ancora qui, che è l’unica cosa.

Si può ascoltare il ricordo di Guccini con la voce di Giorgio Comaschi visitando il canale Spreaker di cB (qui)

Associandosi a Comaschi nel cordoglio, la redazione di Cantiere Bologna rende omaggio a Francesco Guccini ricordando le parole che Ugo Berti Arnoaldi (qui) e Marco Marozzi (qui) gli dedicarono su questa rivista.


2 pensieri riguardo “Addio Francesco, un altro pezzo di mondo che se ne va”

  1. prima in malacopia poi per l’occasione….
    nuovi, vecchi, appena giunti sono al cospetto del Maestro, figli artistici di quel sistema amato e odiato anche da Te, che come raccontano hai fatto della ” semplicità” di vita e di spettacolo un cavallo di battaglia. La citazione colta unita ad un bicchiere di vino, 🍷 per stemperare la Cultura intrisa in un animo sensibile come il tuo

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