L’anno migliore è stato il 2024, con 293.654 visite. Gli articoli più letti sono scritti da tre persone esterne alla redazione, l’educatrice Giulia Zambonelli, la curatrice d’arte Sara Papini, il presidente de “Gli amici di Luca Casa dei Risvegli”, Fulvio De Nigris. Abbiamo ospitato tutti quelli che avevano qualcosa da dire di utile. Mettiamo in rete le opinioni diverse, anche se questo ci costa insulti. Pazienza: il dibattito aiuta la comunità. Continuate a mandarci le vostre proposte per la città
di Giampiero Moscato, direttore cB
Parliamo di noi, ogni tanto. Questa volta lo facciamo attraverso i numeri. Dai dati forse possiamo capire qualcosa in più di “Cantiere Bologna”.
Lo abbiamo concepito come luogo di dialogo. Un posto in cui dare spazio a chi ha idee per la città e vuole confrontarsi anche con chi la pensa diversamente. La nostra testata è nata proprio con lo scopo di mettere in rete le diverse voci della nostra comunità, liberamente. Una pagina web fatta da un manipolo di volontari, senza fini di lucro. Un pezzo al giorno, a volte due, rarissime volte tre. Dal 13 gennaio 2020 abbiamo pubblicato le opinioni più disparate, dando la possibilità di esprimersi a chiunque, anche con durezza di giudizio. Ponendo un solo vero limite alla libertà di opinione: il rispetto altrui. Un limite costitutivo, che pretendiamo sia unito alla deontologia della ricerca della verità fattuale.
Alcune persone che hanno trovato spazio e accoglienza sulla nostra pagina ci hanno “ringraziato” insultandoci, magari via social network (quando avrebbero potuto farlo interloquendo sul nostro sito), per avere ospitato opinioni diverse dalle loro, o magari per aver concesso ad altri lo stesso diritto di critica che avevano esercitato. Non tutti capiscono che un giornale libero, qualunque orientamento abbia, deve far parlare (se ha qualcosa da dire, ovviamente, di utile) chiunque rispetti la Costituzione, anche quando il pensiero confligga con le proprie convinzioni. E che far parlare l’avversario non significa piegare la schiena. Così come ospitare un parere vicino alle nostre idee non significa aderire ciecamente alla sua posizione. È dibattito: il sale della democrazia. Ringraziamo tutte le persone che hanno contribuito ai nostri numeri, impensabili sei anni fa, quando iniziammo l’avventura. Grazie anche a chi, magari poi insultandoci, ha dato comunque una mano a quest’idea per andare avanti e crescere.
Parliamo dei soli numeri del sito cantierebologna.com, escludendo quindi i contatti che riceviamo sulle nostre pagine Facebook e Instagram e con i nostri inserti su YouTube, che moltiplicherebbero esponenzialmente i contatti che il pubblico ci ha dato. Magari un giorno parleremo anche di questi: posso anticipare che alcuni nostri reel, da soli, hanno raggiunto centinaia di migliaia di apprezzamenti.
Come sito web siamo arrivati a oltre un milione 300mila visualizzazioni, alla data del 9 maggio 2026. Per una testata da un articolo al giorno, si consenta la soddisfazione, è un dato molto significativo. L’anno migliore è stato il 2024, con 293.654 visite. Quest’anno dopo quattro mesi di pubblicazioni, siamo ben oltre le 80mila.
L’articolo più letto sulla nostra pagina è quello scritto il 20 aprile 2020 da Giulia Zambonelli, educatrice, dal titolo “Didattica, fase 2: ripartire a settembre con l’’outdoor education” (qui) , capace di raggiungere oltre 48mila visualizzazioni, in pieno Covid, con questo sommario:«La pandemia è l’occasione per la più grande sperimentazione pedagogica. Bologna può tornare a essere pioniera, forte dell’esperienza d’inizio ‘900, quando il sindaco “pane e alfabeto”, Francesco Zanardi, e l’assessore Mario Longhena diedero il via alle scuole all’aperto per garantire il diritto all’istruzione e alla salute. Vanno riproposte in grande stile come misura che coniuga sicurezza e innovazione e per non rifugiarsi nella didattica online per paura». Fu un trionfo.
Il secondo più letto, quasi 21mila contatti, risale all’11 dicembre 2024, porta la firma di Sara Papini, operatrice della comunicazione e curatrice d’Arte, ed è titolato – eravamo in attesa della tredicesima edizione di Art City, in programma dal 6 al 16 febbraio 2025 – Le cinque mostre da non perdere a Bologna, prima che sia troppo tardi (qui).
Sul podio, il 1° luglio 2024, è salito Fulvio De Nigris, presidente de “Gli amici di Luca Casa dei Risvegli Luca De Nigris ets”, con l’articolo «Ti vogliamo bene, Isabella Seragnoli» (qui), redatto a commento del nuovo hospice pediatrico “Arca sull’albero”, progettato da Renzo Piano e finanziato e realizzato dalla Fondazione dell’imprenditrice bolognese in area prossima all’ospedale Bellaria.
Seguono, con quasi 12mila visualizzazioni ciascuno, un articolo a mia firma, “Ma davvero bocciate un sindaco per i taglieri?” (qui),del 17 agosto 2024, e uno di Angelo Rambaldi, Bologna al Centro – “L’Officina delle Idee”, “Bene il Canale di Reno riaperto, ma serve la pietra viva” (qui),9 febbraio 2025. Con 11mila contatti ci sono due altri articoli miei (“Salvate il fonico Pecos, anima del centro musicale di via Scandellara” (qui),8 aprile 2024, e “Bologna a (2,)30: l’ingorgo comunicazionale di Lepore” (qui), 14 febbraio 2025). Quindi, con quasi ottomila contatti ciascuno,“Il Centro devastato da tavolini selvaggi, furgoni e bus turistici” (qui), scritto il 16 ottobre 2024 da Aldo Balzanelli, condirettore di Cantiere Bologna, “Una M di troppo” (qui), 17 giugno 2024, dell’architetto Piero Dall’Occa, “Il calzolaio matto di Borgo Panigale fa le scarpe ai calciatori” (qui), firmato il 23 giugno 2024 da Vincenzo De Girolamo, giornalista.
Per anno di pubblicazione, il più letto in assoluto di ogni anno, nella somma dei vari articoli che gli autori propongono sono stati: 2020 Giampiero Moscato, 3.851 contatti; 2021 Andrea Femia, digital strategist di cB, 4.714; 2022 Andrea Femia, 5.021, 2023 Pier Francesco Di Biase, redattore capo cB, 6.248, 2025 Giampiero Moscato, oltre 32mila; 2026 (1 gennaio-30 aprile) Pier Francesco Di Biase, con oltre 7.800 contatti.
Aspettiamo i vostri articoli, sperando che possano avere il successo che hanno avuto tre persone esterne a Cantiere Bologna e che sono le più lette in assoluto. Quello pubblicato da Bruno Damini il 2 maggio scorso, intitolato “L’Antica Drogheria Calzolari a Bologna: dove il vino incontra la poesia” (qui), in pochi giorni ha superato i seimila contatti. Mi sa che ci si possa brindare su.

Sarà il colesterolo oppure la glicemia ma non solo le abitudini culinarie vanno modificandosi, una ciotola di riso integrale con verdure miste e cotte bastano a sfamare una buona fetta di Città.
Della Grassa Bologna tende a rimanere poco, la ricetta Prodiana del poco per tutti garantito profetizzato nel tanto tempo fa’, ora mai la fa da padrona, alla cucina si allinea il sistema lavoro, il quale somministrato nella giusta dose e misura rende i cittadini vulnerabili nelle loro certezze.
I numeri non mentono e raccontano di chi scrive su CB, ma soprattutto per chi scrive, e disegnano i profili di chi legge e pure di chi commenta. Lunga vita a CB, luogo del libero pensiero e non di pensieri a vanvera.
Mi sa che dovremo berci su! Stefano Delfiore ci sta aspettando da giorni alll’Antica Drogheria Calzolari
Risultati veramente lusinghieri per Cantiere che non mi sorprendono perché ormai, almeno per me, andare a cercare il pezzo di giornata è un rito quotidiano.
Leggere Cantiere ti consente di essere aggiornato sui temi della città, sempre con una visione plurale dei fatti anche a costo di ricevere critiche: ma va benissimo!
Chi ha a cuore la città e le sue iniziative, i suoi problemi e le sue criticità sa di trovare sempre accoglienza da parte della redazione che non esita a pubblicare articoli di semplici cittadini che desiderano esprimere un’opinione magari stimolando così un dibattito.
Cantiere è per la città e nella città, molto più di altre testate giornalistiche, grazie alle sue “firme” che sono tante – e di grande spessore – dando una bellissima impronta a questo giornale web.
Un’idea veramente vincente.