Grazie “mille”

È il numero di articoli che il Cantiere ha superato. Una soglia importante perché raggiunta con il contributo di centinaia di lettori, che hanno accettato di fare rete dicendo la loro sulla nostra pagina per portare ciascuno un mattone alla costruzione della città che vogliamo. Abbiamo ospitato opinioni anche molto contrastanti ed è questa la nostra linea editoriale. Far dialogare gente che fuori e dentro i social si dileggerebbe o peggio. Perché crediamo nel pluralismo e nel rispetto delle differenze

di Giampiero Moscato, direttore cB


Mandando in pagina un pezzo al giorno (a volte due, in rarissimi casi tre), superare “quota mille” articoli pubblicati è, per il nostro Cantiere, una soglia simbolica, che assume particolare importanza perché quel numero somma alla nostra produzione diretta il contributo, quasi sempre spontaneo, di centinaia di nostri lettori.

Quando siamo partiti avevamo molte speranze. Ma nessuno di noi avrebbe scommesso tranquillamente sul successo della nostra iniziativa editoriale. Soprattutto non era facile immaginare un’adesione di così tante persone al nostro progetto: creare una rete per mettere in dialogo le idee più diverse, purché attente alle regole di una democrazia matura.

La nostra linea editoriale è semplice, anche se non scontata. Far parlare sulla stessa pagina persone che fuori e dentro i social si dileggerebbero, quando va bene. Molto peggio quando va come oramai è di moda e ci si spara a pallettoni, per fortuna solo verbali.

Crediamo nel pluralismo se è fondato sul rispetto delle differenze di pensiero. Se è capace di portare mattoni alla costruzione di una comunità migliore di quella che abbiamo ricevuta in eredità. Portare idee senza insultare chi la pensa diversamente è il nostro modo di concepire lo sviluppo della città. È davvero così strano leggere opinioni contrastanti sulla stessa pagina? Abbiamo davvero bisogno di prodotti monolitici, in cui tutti quelli che contribuiscono sono d’accordo e gli altri non esistono? Può essere che leggere interpretazioni della realtà diverse dalla nostra magari ci aiuti a maturare un’opinione più completa e profonda?

Il Cantiere è nato con queste intenzioni (un commosso ricordo va ad Antonio Ramenghi) che sono esplicitate molto bene nei primi due articoli di questa testata, fondata da un gruppo di volontari che hanno deciso di dedicare un pizzico del proprio tempo a una rete cittadina di dibattito. Uscirono all’unisono il 13 gennaio 2020 alle 16,54, con la firma di due persone che fanno parte del primo nucleo di fondazione. Mery De Martino (“Contro un senso di imbecillità”) e Gianni De Plato (“Una nuova voce per Bologna”).

Il nostro giornale partì l’11 febbraio 2020, con la riuscita presentazione in una Sala Borsa gremitissima (il Covid stava muovendo i suoi primi viscidi passi) con Mattia Santori e Marco Damilano a conversare con noi sul palco di un’idea di coinvolgimento pubblico. Quota mille è stata raggiunta da Giorgia Mazzantie Francesco Baldi, coordinatrice e coordinatore di Volt Bologna (“Una scossa per la Bologna modello Ue”). Che non fanno parte dell’Associazione Cantiere Bologna ma sono espressione di quella società civile che sulle nostre pagine ha aderito a un’idea di cantiere aperto a chi voglia dare una mano: persone, partiti, movimenti, gruppi di volontariato, sigle dell’associazionismo, professionisti di vario genere. E ovviamente giornalisti. Insomma chiunque abbia qualcosa da dire a proposito di un lavoro in corso.

Per questo scherziamo con il titolo “grazie mille”. Perché allo sparuto gruppo di volontari di questa piccola associazione si sono aggiunti centinaia di protagonisti della vita cittadina, quasi sempre spontaneamente, che hanno capito l’importanza di mettersi in rete, tutti insieme. Dunque speriamo di ringraziarne presto duemila, e poi di abbracciarli di mille in mille, finché ce la faremo.

Iscriversi alla newsletter del Cantiere può alimentare un percorso che vuole escludere solo gli incapaci di dialogare e i violenti. Associarsi è un atto di generosità che contribuisce al nostro lavoro, da cui nessuno guadagna un euro ma che comporta delle spese. Promettiamo che spenderemo bene.


4 pensieri riguardo “Grazie “mille”

  1. Grazie a Cantiere Bologna e alla tenacia nel mettere in rete la capacità di dialogo.

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